Amicalità

L'amicalità, chiamata anche gradevolezza, descrive come metti insieme i bisogni degli altri e i tuoi: quanta fiducia dai, quanto collabori e quanto cedi. Chi ha punteggi alti presume buone intenzioni, evita i conflitti aperti e tiene a come si sentono gli altri. Chi li ha bassi tende allo scetticismo e alla competizione, dice quello che pensa e discute volentieri quando non è d'accordo.

Le sei sfaccettature

Nell'IPIP-NEO-120 l'amicalità è formata da sei sfaccettature (Johnson, 2014):

  • Fiducia: presumere che gli altri siano onesti e in buona fede.
  • Moralità: parlare chiaro, senza manipolare né adulare.
  • Altruismo: il piacere di aiutare gli altri.
  • Cooperazione: preferire il compromesso allo scontro.
  • Modestia: non voler emergere né mettersi in mostra.
  • Compassione: lasciarsi toccare dalla sofferenza degli altri.

I ricercatori raggruppano le sfaccettature in due aspetti, la compassione (calore e cura) e la cortesia (rispetto per gli altri e per le regole) (DeYoung, Quilty e Peterson, 2007). Una persona brusca può essere comunque la prima ad aiutare un vicino in difficoltà.

Alto e basso nella vita di tutti i giorni

Verso l'estremo alto, preferisci adattarti piuttosto che discutere, e le persone vengono da te quando hanno bisogno di qualcuno che le ascolti. Concedi volentieri il beneficio del dubbio. Il prezzo: puoi tenerti un disaccordo che andava detto, dire di sì a favori che non hai tempo di fare o accorgerti tardi che qualcuno se ne approfitta.

Verso l'estremo basso, quando il piano di un amico ha un difetto glielo fai notare, e negozi lo stipendio senza scusarti. Non è facile prenderti in giro. Il prezzo è l'attrito: la tua franchezza può arrivare come durezza, e collaborare ti chiede più fatica del necessario.

Cosa ne dice la ricerca

Conflitti. Chi ha più amicalità percepisce meno conflitto nelle stesse situazioni e, quando il conflitto arriva, preferisce la trattativa alla pressione (Graziano, Jensen-Campbell e Hair, 1996).

Coppia. Più amicalità va insieme a più soddisfazione nella coppia, in una meta-analisi in cui l'effetto maggiore era quello di un nevroticismo basso (Malouff e colleghi, 2010).

Leadership e stipendio. L'amicalità è il tratto Big Five meno legato alla leadership, con una correlazione corretta di circa 0,08 (Judge e colleghi, 2002). In diversi campioni chi aveva più amicalità guadagnava anche meno, e il divario era più ampio per gli uomini (Judge, Livingston e Hurst, 2012). In media, essere una persona con cui si lavora bene non porta uno stipendio più alto.

Differenze tra i sessi. In molte culture le donne hanno in media punteggi di amicalità un po' più alti degli uomini, una differenza piccola che, a sorpresa, è più ampia nei paesi più egualitari (Costa, Terracciano e McCrae, 2001).

Età. L'amicalità tende a crescere nel corso dell'età adulta, più nella mezza età e oltre che in gioventù (Roberts, Walton e Viechtbauer, 2006).

Un equivoco frequente

Amicalità alta suona come "simpatia" e bassa come "caratteraccio", ed entrambe le letture sono troppo semplici. Chi ha molta amicalità può evitare i conflitti fino a lasciar crescere i problemi. Chi ne ha poca spesso porta al gruppo la critica di cui ha bisogno e che nessun altro esprime. Nessuno dei due estremi dice se una persona mantiene le promesse: quello riguarda la coscienziosità.

Archetipi con questo tratto alto

Archetipi con questo tratto basso

Domande e risposte

Un'amicalità bassa vuol dire scortesia?
No. Un'amicalità bassa indica più scetticismo, franchezza e disponibilità a competere. È uno stile, non una mancanza di correttezza, e spesso va insieme all'onestà di dire ad alta voce una cosa scomoda.
Le donne hanno punteggi più alti di amicalità?
In media sì, di poco, nella maggior parte dei paesi studiati. La differenza è piccola e le due distribuzioni si sovrappongono quasi del tutto, quindi dice pochissimo di una singola persona.

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